intervista a me stessa
“Perché ho mille cose da dire, ma mio marito non mi ascolta più, e sono stufa di parlare da sola… “
Mio marito mi guarda di sottecchi dalla sdraio e con il palmo della mano aperto e teso, mi invita gentilmente ad andare a quel paese ed addirittura un po’ più in là.
Ho sempre avuto mille pensieri nella testa, racconti, eventi buffi, commenti ironici, che avrei voluto esprimere scrivendo.
“Dovresti scriverle queste cose un giorno”
“Hai ragione zio, ho sempre desiderato farlo; lo farò un giorno…”
Nella mia testa credo di aver scritto almeno tre o quattro libri; nella realtà quattro o cinque “post-it”; nella realtà io scrivo a mente.
Nella mia mente le lettere scorrono veloci, le parole si combinano fra loro, formando frasi meravigliose; il testo è perfetto, il discorso è fluido.
Molte persone nascono con spiccati talenti per la musica, per la poesia, la letteratura, la musica, la pittura: nell’arte si esprimono, nell’arte si realizzano.
Sono cresciuta in una famiglia di persone molto colte e con grande temperamento artistico; oltre al talento, di loro ammiro il coraggio di mettersi in gioco e di esprimere pubblicamente, attraverso la loro arte, idee e sentimenti.
Perchè nella vita ci vuole coraggio; per mancanza di coraggio trascorriamo inerti gran parte della nostra vita; per mancanza di coraggio non ci manifestiamo.
Io non credo di avere particolari talenti, ma è stato soprattutto l’esempio di mio nonno e di mia madre, a far nascere in me l’esigenza di esprimermi raccontando e scrivendo.
Ma un conto è “scrivere a mente”, come faccio io, ed un conto è scrivere sul serio.
Solo che…
Solo che?
Solo che ho compiuto 50 ed ho avuto il cancro.
E quindi?
E quindi niente; ho solo deciso di passare dalla teoria alla pratica; dal “un giorno lo farò…”, a “lo faccio oggi…”, affinché nella vita non ci possano essere rimpianti e nemmeno omissioni.
Forse sarà un diario che non leggerà nessuno; forse sarà un ricordo per i miei figli; ma qualsiasi cosa sarà, l’avrò fatta io.
Tu prova ad avere un mondo nel cuore
E non riesci ad esprimerlo con le parole
E la luce del giorno si divide la piazza
Tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa
E neppure la notte ti lascia da solo:
Gli altri sognan se stessi e tu sogni di loroE sì, anche tu andresti a cercare
Le parole sicure per farti ascoltare
Per stupire mezz’ora basta un libro di storia(Fabrizio De Andrè – Un Matto)
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