Tangenziale, distributore Self Service.
Scelgo una colonnina libera, mi fermo, scendo dalla macchina e vado alla cassa automatica.
Osservo una coppia di cinesi, sulla sessantina, in difficoltà con il display.
Dietro a loro un ragazzo, alto, magrissimo e pieno di piercing si diverte a vederli così impacciati. Li deride sottovoce con la compagna, scatta loro alcune foto di spalle.
L’attesa inizia ad essere veramente lunga ed il comportamento di questi ragazzi mi infastidisce molto.
Cosa c’è di buffo nel vedere le persone in difficoltà?
Perché le persone in fila si spazientiscono per il tempo perso, ma nessuno si propone per risolvere il problema?
Visto che nessuno lo fa, mi avvicino alla coppia e offro il mio aiuto. In effetti il software di quella cassa automatica non è così intuitivo.
Risolvo il problema, uno scambio di sorrisi ed i signori vanno a fare benzina.
Mi rimetto in coda.
E’ il turno del giovane fenomeno con i piercing.
Armeggia un po’ con la tastiera, poi si gira e mi chiede aiuto.
La voce di mia nonna fa eco nella mia testa: “Maccome! facevi tanto il figo prima ed ora mi chiedi aiuto? dov’è finita la tua strafottenza?”
Mi avvicino ed in silenzio gli mostro la procedura corretta.
Quando ormai la soluzione è prossima il ragazzo mi sposta con un braccio.
“Si, Si ho capito ora posso fare da solo”.
Con quel modo di fare che a volte hanno i maschi. Forse si vergognano a chiedere. Forse non sanno ringraziare.
In fondo – penso – sono anche coerenti: non aiutano e non vogliono essere aiutati.
Faccio due passi indietro e ritorno in fila.
Quando è il mio turno, tutti sono ormai saliti in macchina e sono andati via.
Uso la carta, seleziono la pompa ma il distributore non eroga benzina.
Cerco di capire cosa ho sbagliato, ma non trovo una soluzione.
Mi guardo attorno per chiedere aiuto, ma sono rimasta sola.
Ed io ora? Chi mi aiuta?
Cala la luce, si alza un vento freddo, mi stringo nella mia giacca e risalgo in macchina.
Mi si è appiccicata addosso una tale malinconia che preferisco andarmene.
20 km più avanti c’è un distributore “servito”.
Mentre aspetto che mi facciano il pieno, rimango ad osservare le persone che si muovono sul piazzale.
Ridono, scherzano, si salutano, gesticolano, si affrettano a ripartire.
Ed io intanto sono in macchina sola a fare i conti con una voce che insistentemente ripete: “Ed io? Chi mi aiuta?”
Non soffro mai di solitudine, tranne quando sono in mezzo alla gente.
Si è un po’ soli nel deserto, disse il Piccolo Principe.
Si è soli anche con gli uomini, rispose il serpente.
Antonie de Saint-Exupéry – Il piccolo Principe
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