Il Dyson ed i sogni proibiti di una donna!

Impulso di scrittura giornaliero
Assegna un nome all’oggetto personale più costoso che tu abbia mai acquistato (non la tua casa o la tua auto).

Buongiorno, mi chiamo Benedetta ed ho una forte dipendenza nei confronti degli elettrodomestici!

Non faccio distinzioni, dalla asciugatrice al tostapane.

Per me, il massimo del divertimento e del relax è:

– sfogliare i volantini promozionali dei negozi,

– farmi tentare dalle diverse proposte,

– navigare su internet per leggere meglio le caratteristiche dell’oggetto del mio desiderio,

– confrontare i prezzi con altre marche e modelli,

– prendere le misure in casa, inventando spazi che non esistono.

Là dove non arriva la razionalità, ci pensano le dimensioni contenute della casa a trattenere i miei attacchi compulsivi.

La regola è sempre la stessa. Vale sia per gli elettrodomestici che per i vestiti e suppellettili vari. Non entra qualcosa di nuovo in casa finchè prima non è uscito qualcosa di vecchio o rotto.

Che festa, quindi, quando si rompe, per esempio, il tostapane!

Appena ricevuta la diagnosi di cancro, ho messo in atto tutta una serie di strategie per riprendermi dallo spavento.

Quasi tutti i piani passavano per l’acquisto di un elettrodomestico!

Per una diagnosi di cancro, non ti puoi accontentare di un elettrodomestico qualunque! Niente frullatori a immersione, frullini di design o altro: bisogna puntare più in alto.

Ci vuole l’ELETTRODOMESTICO per definizione.

Il re degli ASPIRAPOLVERE!

La gioia non sta nel possederlo, ma nel processo di acquisto.

La prima fase è la RAZIONALIZZAZIONE: ossia trovare tutte le motivazioni razionali che giustificano l’acquisto compulsivo.

Sarebbe stato sufficiente dire: “Ho il cancro e quindi mi compro quello che voglio!”.

In questo modo avrei perso metà del divertimento.

E quindi il Dyson è diventato un elemento indispensabile nel mio quotidiano perchè:

  • non ha il filo (si sa che i pazienti oncologici hanno maggiori possibilità di inciamparsi quindi meglio togliere ogni rischio)
  • senza presa è un pericolo in meno anche per i ragazzi, così siamo sicuri che non prendono la scossa;
  • è leggero e maneggevole e quindi si può spostare ovunque senza problemi;
  • occupa pochissimo spazio;
  • va di moda veder troneggiare un aspirapolvere appeso al mure del salotto;

Superata la fase della RAZIONALIZZAZIONE, si passa alla fase della SELEZIONE del modello.

In questa fase io sono imbattibile: mi faccio UPSELLING da sola!

Si inizia con una lettura attenta delle recensioni sui blog di settore.

Questa fase è fondamentale per poter arrivare al modello che abbia il rapporto qualità prezzo ideale.

Ma poi:

  • passaggio al modello superiore perché consigliato per i peli del cane;
  • passaggio ad ulteriore modello perché ha il serbatoio più capiente;
  • passaggio all’ultimissimo modello perché ha la batteria che resiste più a lungo.

Alla fine di tutto il processo ho speso 200€ in più del budget prefissato…. “Ma vuoi mettere? Mi hanno dato in omaggio un sacco di accessori (che non ho ancora utilizzato).

Questa modalità di acquisto, alla ricerca di una gratificazione, non è stato la prima nè sarà l’ultima.

Con questa fissa per gli elettrodomestici, si potrebbe pensare che io sia una fanatica dell’ordine e della pulizia.

Niente di più lontano dalla mia vera essenza.

Ho pochissimo tempo libero e preferisco trascorrerlo all’aria aperta piuttosto che chiudermi in casa a giocare con stracci e detersivi.

Semplicemente ho una dipendenza da elettrodomestici.

Come se il possederli mi avvicinasse alla perfezione.

L’importante è continuare a crederci.

Lascia un commento

Comments (

0

)