Ai primi di settembre, con il mio solito entusiasmo, ero ricca di buoni propositi. Mi ero organizzata per gestire un sano menu pianificato per i miei figli e per la mia dieta.
Com’è andata a finire?
È finita più o meno il giorno che è iniziata.
La prima settimana prevedeva:
- Il muslie a colazione: “fatto in casa ovviamente!”
- La focaccia a pranzo con affettato magro: “non vorrai mica comprare la focaccia del supermercato super unta?”
- Diversi tipi di legumi preparati in vari modi: “ma perché prendere quelli già cotti in barattolo?”
Così la domenica, tra una passata di aspirapolvere ed un compito di matematica, mi cimento nella preparazione dei pasti per tutta la settimana.
A fine giornata, la farina rimaneva sul pavimento della cucina con un aspetto chabby. Anche il gatto nero si era ingrigito.
Tutt’ora uno o due ceci secchi sono diventati il gioco preferito della gattina. Ci gioca rigorosamente di notte. Lo fa giusto per disturbarci il sonno. Poi li nasconde prontamente in qualche pertugio durante il giorno. Lo fa insieme all’infinità di giochi che le abbiamo regalato.
Ancora non sono riuscita a seguestrarglieli.
Avete presente il danno che potrebbe fare la farina appena si infila nello scarico del lavandino? Io questa cosa l’avevo imparata durante il lockdown quando eravamo tutti presi dalla “focaccia mania”.
Probabilmente ho la memoria corta e ci sono ricascata.
Dopo una giornata di lavoro tutti i contenitori, di varie misure e colori, sono stati riempiti ed utilizzati. Per una settimana soltanto.
Anche il nuovo freezer è stato ringonfio delle mie preparazioni casalinghe per una settimana.
Già così, ho segnato un record in costanza e determinazione.
Cosa è successo? Perchè non sono andata oltre la prima settimana?
Niente di che. Sono ritornata a fare il criceto nella ruota, presa dal turbinio di tutti i miei impegni lavorativi e familiari.
E tutti quei bei contenitori che fino hanno fatto?
Sono stati subito riciclati per la dieta di Tiger. Il cagnone doveva infatti mangiare un mix di 3 mangimi diversi per riequilibrare il suo intestino.
Tutto pesato con precisione scientifica ed inscatolato nei nuovi contenitori.
Tutto quello che non riesci a fare per te stessa, a volte lo fai per qualcuno altro.
Posso almeno dire che il mio “MEAL prep” ha funzionato con il cane?
Affatto! Il cane è morto! Ovviamente non per colpa delle mie preparazioni! Tuttavia, tutte le pesate, la suddivisione dei pasti, tutto l’amore che ci ho messo non sono serviti a nulla.
Tiger non c’è più, ed una torre di tapper inutilizzati giace sconsolata vicino alle sue ciotole ed alle cucce.
Nessuno ha il coraggio di spostarle.
Resteranno lì fino a quando non deciderò di andare in un rifugio a portare tutte le sue cose. I volontari dei canili faranno il meal Prep?
Anche il freezer nuovo fiammante si accontenta di essere riempito di pasti acquistati pronti.
Torneranno tempi migliori.
Finiranno le feste ed io prontamente metterò ancora una volta nei propositi del nuovo anno il Meal prep.
Poi tornerò a combattere contro i mulini a vento. Ma sono quasi sicura che per almeno due settimane riuscirò nei miei intenti.
Forse abbasserò un po’ livello degli obiettivi rinunciando a preparazioni troppo elaborate.
Nel frattempo, Minu ha fatto riapparire il suo cecio stagionato, e mi ricorda che è ora di cena.

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