Un’immagine di libertà

Se dovessi dare un’immagine alla libertà, sceglierei questa foto.
Magari una scattata da un professionista — non da me, che con la tecnologia ho un rapporto complicato.

Non parlo delle libertà sancite dalla Costituzione, che troppo spesso diamo per scontate.
Parlo di un’altra libertà: quella interiore.
La libertà dello spirito, dei pensieri.
Quella libertà sottile, invisibile, ma potentissima, che ci permette semplicemente di Essere.

Alle mie spalle, il traffico è già congestionato, nonostante siano appena le sette del mattino. Il ponte dell’Ascensione ha portato gente, rumore, movimento.
I bar brulicano di voci e tazzine. La ciclabile è già affollata.

Di fronte a me, invece, c’è il lago.
Ancora quieto, si sta lentamente svegliando.
Le prime vele scivolano sull’acqua, leggere. Le anatre si godono la riva ancora deserta.
C’è pace. C’è armonia. Ogni elemento è al suo posto.
Insieme, mi invitano alla lentezza, al silenzio, alla riflessione.

E mi viene da pensare: quanto è relativa la realtà che ci circonda.
Lo stesso luogo, lo stesso momento, può apparire frenesia o quiete.
Dipende dallo sguardo che scegliamo di avere.

Ancora una volta, dipende da noi.
Ed anche questa è libertà.

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