Recondita armonia: l’arte di chiamarsi Tosca

“L’arte nel suo mistero… le diverse bellezze insiem confonde.”
— Giacomo Puccini, Tosca

Quando ti guardo correre nei prati, annusare i fiori e rincorrere farfalle, penso a quanta armonia c’è in te.
Ti osservo mentre sonnecchi sul divano, con quelle sopracciglia lunghe e il labbro morbido che ruba baci.
Mi vanto, scherzando, come se la tua bellezza fosse merito mio. “Facile fare un cane tutto dello stesso colore… ma vuoi mettere un tricolore pezzato?” La Natura, che di fantasia ne ha da vendere, con te ha creato un capolavoro di bellezza e di equilibrio.
E chi ti ha cresciuta nel tuo primo anno, prima di me, ha compiuto un altro miracolo: il tuo carattere.

Ti guardo ora, felice, giocare sul prato, e nella mente mi risuona l’aria dell’opera da cui ho preso ispirazione per il tuo nome:

🎵 Ascolta “Recondita armonia” di Puccini

“Recondita armonia! Di bellezze diverse!
È bruna Floria, l’ardente amante mia!
E te, beltade ignota! Cinta de chiome bionde…
Tu azzurro hai l’occhio… Tosca ha l’occhio nero…
L’arte nel suo mistero…
Le diverse bellezze insiem confonde!
Ma nel ritrar costei… Il mio solo pensiero!
Ah, mio solo pensiero!
Tosca, sei tu!”

Trattengo l’emozione, perché in quel nome — e in quell’opera — c’è tanto del mio passato e della mia famiglia.
Volevo un nome che ti stesse bene addosso, ma anche un nome che parlasse di me.

Non che ci abbia riflettuto chissà quanto: a volte il cuore è più veloce della testa.
Ho visto la tua foto e sapevo già come ti saresti chiamata. Sentivo il tuo naso sul mio.
Dopo, la mente ha fatto tutti i collegamenti. Ma il cuore aveva già scelto.

Perché lo sai, Tosca, tu sei arrivata dopo un dispiacere molto grande. Dopo Tiger.

Non so se esista un tempo giusto per elaborare un lutto.
I ragazzi volevano un nuovo amico a tutti i costi, per lenire le ferite e riempire il vuoto.
Io sapevo che nessuno avrebbe mai preso il posto di Tiger.
Anche con un nuovo compagno, il dolore e la mancanza sarebbero rimasti.
La regola del “chiodo scaccia chiodo” vale, ma solo fino a un certo punto.

Poi, un giorno, sei apparsa tu.
E ho pensato che forse tutti noi avevamo diritto a un nuovo inizio.
Io per prima ne avevo bisogno.

“Andiamo solo a vedere”, dico ai ragazzi, mentre Stefano scuote la testa e si prepara all’invasione di peli.

Quando ci siamo incontrate, è stato un turbinio di coda ed orecchie.
Ci siamo scelte a vicenda.

Ho tentato un “ne parliamo a casa con papà, casomai torniamo la prossima settimana”.
Ma non ci credevo nemmeno io.
I ragazzi si sono impuntati:
“Ma perché rifare la strada un’altra volta? Siamo già qui!”

(Nel frattempo, a Stefano fischiavano le orecchie.)

Così, Tosca, sei venuta a casa con noi.
Non mi hai nemmeno lasciato il tempo di fare le dovute presentazioni — con i gatti e con Stefano.
Sei entrata con naturalezza e semplicità, come se avessi sempre vissuto qui.
Ti sei piazzata sul divano con l’aria di chi sa il fatto suo. Mentre Leone dalla poltrona ti guardava con gli occhi pallati. “E questa da dove salta fuori?”

“Buonasera, sono Tosca e questo è il mio divano. Possiamo essere amici per sempre?”

Tesoro mio, negli ultimi anni il “per sempre” mi è sembrato così breve che ho quasi paura a pronunciarlo.
Ma sì, saremo amiche per sempre.

Ti abbiamo presentato al nostro mondo un po’ alla volta, con un pizzico di vergogna.
Come se, accogliendoti, tradissimo il ricordo di Tiger.

Ma Tiger resterà con noi per sempre.
È rimasta la sua terrazza, la sua casetta, le sue cucce morbide.
Ogni volta che rientro a casa, lo sguardo cade lì.
Chiudo gli occhi e lo saluto con il cuore.

🗓️ Oggi sono tre mesi che sei con noi:

🐾 Tre mesi di risvegli abbracciate sul divano, in attesa del primo caffè
🐾 Tre mesi di passeggiate a passo di maratona (perché tu, Tosca, non passeggi: marci)
🐾 Tre mesi di corse nei prati con le orecchie al vento
🐾 Tre mesi di facce buffe e zampette morbide
🐾 Tre mesi di nuova gioia e recondita armonia

Questo “Tosca, sei tu!”

Lascia un commento

Comments (

0

)