Il Mio Amore per i Fiori: Storie di Speranza e Resilienza

Amo profondamente le piante in generale ed i fiori in particolare.
All’aperto potrei passare ore ad osservare con quale perfezione Madre Natura ha progettato ogni fiore, petalo per petalo, con una fantasia di forme, colori e profumi che non smette mai di sorprendermi.

Qualsiasi cosa voi mettiate vicino a un fiore, acquista la stessa luce e la stessa bellezza.
Dev’essere per questo che mio padre mi ha fatto miliardi di foto vicino a qualsiasi cespuglio fiorito.
Ad un certo punto ha smesso — diceva che brontolavo troppo.
Forse aveva ragione, ma provate voi a stare in posa su un pendio ripido con le api che vi considerano concorrenti per annusare la stessa pianta!

Ma questa è un’altra storia. Non divaghiamo.

Stavo dicendo che all’aperto io e le piante abbiamo un rapporto splendido.
In casa… ahimè… no.
Non sono in grado di mantenerle in vita.

Se esistesse un Tribunale delle Piante, mi avrebbero già tolto la custodia da un pezzo.
Le mie piante, in casa, ad un certo punto sfioriscono, le foglie ingialliscono e poi, inesorabilmente, muoiono.

Eppure io non mollo.
Finché c’è l’ultima fogliolina, l’ultima radice verde, quel vaso resta lì, sul mobile in salotto.
Mi ripeto: “Finché c’è vita, c’è speranza”, mentre raccolgo da terra la penultima foglia della stella di Natale.

Voi siete mai riusciti a far rifiorire le vostre orchidee?
Da quanti anni le avete?
E le stelle di Natale? Le comprate nuove ogni anno o fate parte di quella ristretta élite che le conserva in cantina e le riespone a Natale, sempre più rigogliose?

Stesse domande per i ciclamini.
Io in casa li secco.
Fuori li congelo.
Appena me ne regalano uno, il primo sentimento è entusiasmo… poi lo guardo dritto nei petali e gli dico:

“Orbene, scegli: morte per assideramento o per colpo di calore? O preferisci lo sbalzo termico?”

A volte penso che dovrei farmene una ragione e passare ai fiori finti.

Non riesco a capire come facciano a fiorire piante tra i blocchi di cemento ed asfalto…
…mentre a casa mia morirebbe anche un cactus.

Eppure continuo a crederci.

Tutti noi, anche le piante, abbiamo diritto a una seconda — e pure una terza — chance nella vita.
E a casa mia c’è luce, acqua, polvere e amore sufficiente per resistere… e forse anche rinascere.

E poi all’improvviso una delle mie orchidee rinsecchite ha ricominciato a mettere boccioli.
Può farcela.


E se io sarò un po’ più attenta, quei boccioli si schiuderanno.
Per la gioia dei nostri occhi.
Per la soddisfazione della pianta.
E per darmi una sferzata di ottimismo.

Perché se una pianta è riuscita a sopravvivere alle mie cure, anche io — tutto sommato —
posso sperare di sopravvivere a me stessa.

“Dum spiro, spero”

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