20 Follower ed una stanza

Scrivo questo blog per passione, per tradurre in parole tutte le voci che mi parlano nella testa. E vi assicuro, spesso sono tante.

Non mi batto per avere un esercito di follower. In 20 mesi ho 20 persone che mi seguono, 2070 visite, 81 mi piace e 10 commenti. Numeri “modesti”, sì, ma lo ammetto, ne vado fiera.

«Stefano!» scuoto mio marito dal suo torpore: «In 20 mesi ho raggiunto 20 follower!» «Non 20k, venti di numero, ma tra questi nessun parente!» rido, pensando ai numeri che raggiungono certi scrittori. Quelli veri, non io!

Mio marito, serio e composto come sempre, mi risponde: «20 persone che ti ascoltano non è poco; riempirebbero questa stanza».

«È perché questa stanza è piccola», chiudo l’argomento ridendo e vado in bagno per lavarmi i denti. Ed intanto, rifletto…

Quando mi metto a scrivere, lo faccio prima di tutto per me stessa. La mia scrittura nasce dal bisogno di dare voce ai pensieri, alle emozioni e alle riflessioni che mi accompagnano ogni giorno. Condivido le mie esperienze, anche quelle più intime, perché credo che ogni storia – anche la mia – abbia un valore. È un dialogo sincero con me stessa e con chi, in qualche modo, riesce a entrare in questo piccolo mondo virtuale.

Tuttavia, pochi nella mia famiglia sanno che scrivo; le mie sorelle, per esempio, non lo sanno. Solo alcuni amici intimi, ma non tutti. Condivido i miei articoli su Facebook, ma sempre in sordina.

Ad un pranzo di famiglia, mio cugino iniziò a leggere alcune poesie di mia sorella – veri capolavori scritti quando lei aveva non più di 12 anni! Cristiana, modesta come sempre, si scherniva: non voleva che parlassimo di lei, non accettava i meritati complimenti.
«Perché Cristiana lo fai? Te lo meriti! Perché io non ho queste poesie? Perché non me le hai mai lette?» insistevo con mia sorella.
Poi, mio cugino aggiunse: «Sapete che Benedetta ha un blog?» e fu così, che mi ritrovai a nascondermi sotto il tavolo.
«Sì, ma è poco più di un diario personale, niente di che», mi schernii colpita da una rapida ondata di imbarazzo, trovando subito un modo per cambiare argomento.

Mentre mi sto lavando i denti, ripercorro questi episodi e mi domando: Perché certe persone sono in grado di vantarsi del nulla? E perché, invece, altre – tra cui io – se fanno qualcosa di buono lo nascondono, lo sminuiscono?

Ogni volta che ho cercato di alzare la testa e dire che sono brava in qualcosa, c’è sempre stato un “Narciso” vendicatore che mi ha ricordato che non conto un cazzo.
Ma, a parte questo, credo che ci sia un retaggio culturale che insegna a non parlare di sé, a non vantarsi, a rimanere sempre in secondo piano:
“non parlare di te, non vantarti, soffri in silenzio, mimetizzati, resta nel mezzo”.

Eppure, quando ho dovuto affrontare il cancro, ho imparato a mostrarmi per come sono realmente. Ho esibito con orgoglio la mia testa pelata, le cicatrici che raccontano il mio percorso.
Quella stessa forza, quella luce interiore, non dovrebbe rimanere nascosta nemmeno quando si parla dei piccoli successi quotidiani!

È curioso pensare che mi sento libera e fiera di mostrare le tracce della mia battaglia, mentre al tempo stesso ho ancora timore di proclamare quanto impegno metto in ciò che faccio.

Oggi, guardandomi allo specchio, mi rendo conto che basta una stanza – anche se formata da soli 20 ascoltatori – per sentirmi orgogliosa.

E non mi devo nascondere.

E allora, oggi lo dirò a gran voce:
SCRIVO SU UN BLOG ED HO 20 FOLLOWER.
20 PERSONE RIEMPIONO ED ILLUMINANO LA STANZA DEL MIO CUORE.

E tu, cosa ne pensi? Ti senti parte di questa piccola, grande stanza?

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Comments (

6

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  1. etymo19

    cara Benedetta, io mi ritengo privilegiato a poter entrare nella tua stanza, è un Luogo di qualità, e l’ascolto – contrariamente a quello che ci fanno credere le statistiche – non è fatto di numeri, ma di cuori, di ogni singolo cuore che legge e pulsa in sintonia con ciò che legge.

    Andrea

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  2. etymo19

    Cara Benedetta,

    Io mi ritengo privilegiato ad entrare nella tua stanza: è un Luogo di qualità, e l’Ascolto – contrariamente a quanto ci dicono le statistiche – non è fatto di numeri, ma di cuori, di ogni singolo cuore che legge, e che pulsa in sintonia con ciò che legge.

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    1. Benedetta Domenichelli

      Amico caro, le serate trascorse con te e Francesca a chiacchierare rimangono linfa vitale

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  3. mammapunk

    Ciao, belle le tue parole
    .. oggi hai una persona in più che ti segue 😀

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    1. Benedetta Domenichelli

      Grazie di cuore ❤️

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      1. mammapunk

        Grazie a te

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