Senza Colori

Mentre leggo o ascolto gli aggiornamenti sulle guerre nel mondo, resto scioccata — non solo per le morti e le violenze che dilaniano quei territori, ma per l’aggressività che vedo nascere qui, nelle nostre case.
Un’aggressività fatta di parole, accuse, schieramenti politici, per imporre la propria opinione a favore di un popolo piuttosto che di un altro.

Mi viene in mente quella vecchia canzone di Gaber, Destra – Sinistra, sempre così attuale.
Ci sarebbe da ridere, se non fosse che oggi non stiamo parlando di ideologie, ma di migliaia di morti, di paesi cancellati, di famiglie distrutte.

Da quando empatia, carità, rispetto per la vita e per la dignità umana devono avere un colore politico?
Invoco un diritto naturale, universale, che racchiuda tutti i colori e tutti i credo del mondo.
Un diritto che si faccia portavoce dei più deboli, di chi non ha voce, di chi è schiacciato da poteri troppo grandi.

La ragion di Stato ha sempre avuto interessi di equilibri e poteri economici tali da rendere inevitabile che i governi sposino una causa piuttosto che un’altra, o preferiscano voltarsi dall’altra parte, seguendo logiche che noi comuni mortali difficilmente possiamo comprendere.
Forse è per questo che non dovremmo aspettarci molto dai politici e dai capi di Stato, se non un continuo mercanteggiare — come quando si gioca a Risiko in una domenica piovosa.

Ma noi, gente comune, seduti sui nostri divani, nelle nostre case calde, mentre ascoltiamo le notizie e le commentiamo sui social, tra una cena al ristorante e un acquisto online…
Noi dovremmo fermarci un attimo.
Dovremmo ringraziare Dio, o il Fato, o chi per loro, per essere nati nella parte giusta del globo e nel periodo giusto della storia.
E, consapevoli di questo, dovremmo almeno smettere di attaccarci tra di noi, come se tifare per un popolo piuttosto che un altro ci rendesse migliori, più puri, più giusti.

Perché in fondo, nel sangue, nel dolore e nelle lacrime, non c’è destra né sinistra.
C’è solo umanità.
O la sua assenza.

Quando, il 7 ottobre 2023, Hamas si è macchiato di quell’orrenda strage, mi sono indignata e ho pianto.
Davanti ai filmati che mostravano le umiliazioni e le torture degli ostaggi, mi sono indignata e ho pianto.
Ma anche di fronte al perpetrarsi del genocidio di massa del popolo palestinese, mi indigno e piango.

Ho fatto il tifo per la Freedom Flotilla, comprendendo il fine ultimo di quella missione, e sono rimasta con il cuore sospeso quando gli attivisti sono stati arrestati, fino a quando non sono rientrati in patria.
Ho immaginato un mondo parallelo in cui anche io avrei avuto il coraggio e l’opportunità di salire su quelle barche.

E in tutte queste mie posizioni, qualcuno potrebbe tacciarmi di essere fascista, “pidiota”, antisemita, sionista, incoerente… eccetera.
Ma io sono solo un essere umano che crede e spera in un mondo migliore, fondato sul rispetto, armonia, giustizia e pace.

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Comments (

1

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  1. Topper Harley

    Siamo sempre di meno, purtroppo…

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